TRACCIA N. 8 (CIVILE)

Livello difficoltà    ★★★✩✩

Decede per un tumore al polmone cagionato dall’eccessivo consumo di sigarette.

Gli eredi possono ottenere il risarcimento del danno dall’Azienda produttrice?

Tizio, appena maggiorenne, era diventato un consumatore abituale di sigarette prodotte dall’Azienda Alfa.

In particolare, il medesimo consumava circa 2 pacchetti ogni giorno, sebbene fosse ben consapevole dei rischi per la propria salute.

Purtroppo, all’età di 50 anni gli veniva diagnosticato un tumore al polmone.

Tuttavia, il medesimo continuava a consumare regolarmente sigarette nonostante il parere contrario del proprio medico.

Dopo circa 2 anni Tizio decedeva a causa della malattia cui era affetto.

Caia, moglie di Tizio, decide, quindi, di richiedere il risarcimento del danno all’Azienda Alfa, ritenendola responsabile del decesso del marito.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caia, rediga un parere motivato, valutando se sussista una responsabilità civile in capo all’Azienda Alfa.

SOLUZIONE SOMMARIA

Ai fini di una corretta risoluzione del caso in esame, si deve verificare se è addebitabile una responsabilità civile a carico dell’Azienda Alfa e se quindi Caia, in qualità di erede di Tizio, possa ottenere il risarcimento del danno.

Si deve evidenziare che, affinché possa configurarsi a monte una responsabilità, deve sussistere un nesso di causalità tra il comportamento e l’evento.

In particolare, nell’accertamento della responsabilità civile, occorre valutare l’esistenza del nesso eziologico tra quello che si assume essere il comportamento potenzialmente dannoso ed il danno che si assume esserne derivato.

Orbene, la condotta del fumatore, libera e pienamente consapevole dei rischi associati al fumo di sigarette, è da ritenersi causa da sola sufficiente a produrre l’evento dannoso.

Difatti, la pericolosità del fumo, è, oramai, nel comune patrimonio di conoscenza dell’uomo medio.

Invero, la diffusione di informazioni circa il rischio cancerogeno dell’assunzione del fumo sussiste già dall’anno 1991, quando tale rischio fu certificato incontrovertibilmente dalla apposizione degli avvisi sulle confezioni di tabacco.

Dunque, ad oggi, non appare condivisibile un nesso di causalità giuridica fra le attività di produzione/vendita di sigarette ed il danno lamentato e la relativa risarcibilità dello stesso.

Invero, si deve rilevare che i cd. “danni da fumo attivo”, sono cagionati da un atto di volizione libero, consapevole ed autonomo di un soggetto dotato di capacità di agire.

Difatti, i produttori di sigarette sono oramai obbligati ad informare il consumatore sui rischi derivanti dall’abuso del fumo, indicando su ogni singola confezione quali possono essere i danni derivanti dal tabacco.

Nel caso in esame, Tizio ha scelto di consumare, giornalmente, una notevole quantità di sigarette, nonostante la notoria nocività del fumo.

Peraltro, il medesimo fin dalla più giovane età, per oltre trent’anni, ha fatto uso delle sigarette in quantità smodata, a dispetto della raccomandazione di astenersi, impartitagli dal proprio medico curante.

A ciò si aggiunga che lo stesso, pur essendo a conoscenza del rapporto specifico fra carcinoma polmonare e fumo, ha, comunque, continuato a consumare regolarmente le sigarette.

Orbene, appare evidente che il medesimo, tenendo un comportamento ordinariamente diligente, avrebbe potuto evitare la neoplasia al polmone.

Su tali basi, dunque, si deve escludere la sussistenza del nesso causale, necessario ai fini dell’esistenza della responsabilità risarcitoria a carico dell’Azienda Alfa ex artt. 2043 e 2050 c.c..

Invero, nella fattispecie la malattia è stata cagionata da un atto di volizione libero, consapevole ed autonomo di un soggetto dotato di capacità di agire, quale, appunto, la scelta di fumare nonostante la notoria nocività del fumo.

Alla luce di quanto esposto, Caia, in qualità di erede di Tizio, non ha diritto al risarcimento del danno.

Difatti, il medesimo ha scelto volontariamente di iniziare a fumare, sebbene fosse ben consapevole degli effetti nocivi delle sigarette. Peraltro, lo stesso ha reiterato la propria condotta anche dopo che le proprie condizioni di salute si erano aggravate.

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