TRACCIA N. 14 (CIVILE)

Livello difficoltà    ★★★★✩

Alunno bocciato si suicida: la scuola è responsabile per non aver avvisato i genitori dell’esito negativo degli scrutini?

Tizietto, di anni 15, svolgeva il secondo anno presso il liceo Alfa della sua città.

Il medesimo, al fine di migliorare la propria preparazione, decideva di seguire alcune lezioni del docente privato Sempronio.

Dunque, Tizietto, in ragione dell’impegno profuso, immaginava di ottenere un giudizio positivo e di essere ammesso al terzo anno di liceo.

Inoltre, ciò sembrava confermato dalla circostanza che i genitori di Tizietto, Filano e Caia, non ricevevano alcuna comunicazione dalla scuola in merito ad una possibile bocciatura del figlio.

Tuttavia, il minore si recava da solo presso la sede del liceo per visionare i risultati scolastici ed apprendeva, alla presenza di altri compagni di classe, di non essere stato ammesso all’anno successivo.

Quindi, deluso e spaesato, dapprima contattava telefonicamente la mamma che si trovava fuori città per motivi di lavoro e poi si recava presso l’abitazione di Sempronio il quale non era, però, in casa.

Pertanto, Tizietto, triste e scoraggiato, ingeriva un liquido letale rinvenuto nel giardino dell’abitazione del proprio insegnante, che cagionava l’immediato decesso del minore.

Filano e Caia, sconvolti da ciò che si è verificato, si recano, quindi, da un legale, chiedendo se è possibile ottenere un risarcimento dalla scuola Alfa in ragione della mancata preventiva comunicazione della bocciatura.

Inoltre, i coniugi precisano al proprio avvocato che il figlio aveva un ottimo rapporto con i genitori e non presentava particolari situazioni di disagio o stress.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Filano e Caia, rediga motivato parere esaminando la questione sottesa al caso in esame.

SOLUZIONE SOMMARIA

In primo luogo, si deve evidenziare che l’omesso avviso della mancata promozione aveva determinato nella famiglia di Tizietto e nel ragazzo stesso la certezza logica della promozione.

Al riguardo, è opportuno evidenziare quanto statuito dall’articolo 16 dell’ordinanza ministeriale n. 90 del 2001. In particolare, il detto articolo prevede espressamente che “le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia di valutazione, definiscono idonee modalità di comunicazione preventiva alle famiglie dell’esito negativo degli scrutini e degli esami, esclusi quelli conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore“.

La finalità della norma è quella di consentire che la notizia del mancato esito positivo dello scrutinio sia opportunamente filtrata dai genitori.

Tuttavia, nel caso di specie, nessun avviso preventivo della mancata ammissione all’anno scolastico successivo era stato comunicato ai genitori di Tizietto.

Difatti, il minore è venuto a conoscenza dell’esito negativo della valutazione del collegio dei docenti soltanto quando si è recato a vedere, presso la sede della propria scuola secondaria superiore, la pubblicazione dei risultati (ossia i cd. quadri), ed ivi apprese della propria bocciatura, alla presenza di altri compagni di classe.

Peraltro, il giovane Tizietto ha dapprima parlato al telefono con la madre e, quindi, non potendola raggiungere, si è recato da solo, e di sua iniziativa, presso l’abitazione dell’insegnante che gli aveva impartito lezioni private durante l’anno scolastico.

Ivi giunto, constatava che il proprio precettore non si trovava in casa e quindi, Tizietto, solo nel giardino dell’abitazione del proprio insegnante, ingeriva il liquido, rivelatosi letale, contenuto in un recipiente rinvenuto sul posto.

Orbene, si tratta di una vicenda caratterizzata da una drammatica sequenza di tragiche fatalità.

Occorre, dunque, analizzare la ricostruzione ipotetica di quel che sarebbe accaduto, verosimilmente, se l’atto omesso fosse stato compiuto, e, quindi, se ai genitori del minorenne fosse stato preavvisato l’esito totalmente negativo dello scrutinio.

Al riguardo, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale, in tema di responsabilità civile, la verifica del nesso causale tra condotta omissiva e fatto dannoso si sostanzia nell’accertamento della probabilità positiva o negativa del conseguimento del risultato idoneo ad evitare il rischio specifico di danno.

Tale giudizio deve essere effettuato sulla scorta del criterio del “più probabile che non”, conformandosi ad uno standard di certezza probabilistica.

Dunque, non si deve effettuare il giudizio sulla sussistenza del nesso causale in soli termini di probabilità statistica, ma si deve procedere ad un esame delle circostanze del caso.

Nel caso in esame, sussistevano dei buoni rapporti tra il giovane ed i suoi genitori e, inoltre, non vi erano fattori di abituale disagio o stress nella personalità dello studente.

Pertanto, si deve giungere alla conclusione che fosse estremamente bassa la possibilità che un insuccesso scolastico potesse condurre al suicidio solo perché non era stato preannunciato alla famiglia.

Peraltro, ciò risulta confermato anche sul piano della causalità generale (disciplinata da regole scientifiche e/o statistiche). In particolare:

1) Non risponde a regolarità causale la condotta di uno studente che, a fronte di una bocciatura, decida tragicamente di porre fine alla sua vita.

2) Non rientra nel “rischio tipico”, che la norma secondaria è volta a tutelare, il tragico evento verificatosi a seguito del mancato avviso della bocciatura ai genitori del minore;

3) Non rientra nello scopo della norma violata l’impedire l’evento-suicidio del minore, essendo l’obbligo di avviso ai genitori, sancito dall’ordinanza ministeriale, volto piuttosto a consentire una più adeguata e più serena preparazione del minore stesso alla notizia della bocciatura attraverso il filtro dei propri genitori.

Alla luce di quanto esposto, Filano e Caia non potranno ottenere il risarcimento dei danni dalla scuola Alfa frequentata da Tizietto in quanto era estremamente bassa la possibilità che un insuccesso scolastico potesse condurre al suicidio solo perché non era stato preannunciato alla famiglia.

Peraltro, sussistevano dei buoni rapporti tra il giovane ed i suoi genitori e non vi erano stati segnali di particolare disagio o stress nella personalità dello studente.

******************************

Vuoi superare l’esame di abilitazione ed apprendere un metodo logico-giuridico che ti permetta di redigere correttamente gli atti ed i pareri?

  • Iscriviti al corso di preparazione intensivo “Iuris et de iure”.
  • Le correzioni personalizzate di atti e pareri ti aiuteranno a migliorare il linguaggio giuridico e la terminologia da utilizzare.
  • Imparerai a realizzare un’argomentazione completa ed a svolgere correttamente il tuo elaborato.
  • Le correzioni, effettuate sul testo dell’elaborato, ti permetteranno di capire non solo gli errori di forma, ma anche quelli relativi all’argomentazione giuridica del caso sottoposto in esame.
  • Apprenderai le principali pronunce giurisprudenziali che potrebbero essere, con buone probabilità, oggetto delle prove d’esame.
  • Il costo del corso è di soli € 169,00. Tuttavia, i posti sono limitati. Dunque, se sei realmente interessato non perdere altro tempo ed iscriviti subito!

Per maggiori informazioni clicca sul link di seguito indicato: 

https://www.iurisetdeiure.it/corso-esame-avvocato-2021/

Oppure

Contattaci alla mail contact@iurisetdeiure.it

******************************