TRACCIA N.13 (PENALE)

Livello difficoltà    ★★★✩✩

Integra il delitto di furto chi sottrae un bene già rubato da terzi?

Tizio rubava l’autovettura di proprietà di Sempronio e la collocava in una strada poco frequentata, abbandonandola per circa 20 giorni.

Dunque, Caio notando che la detta autovettura era incustodita da diverso tempo, decideva di impossessarsene.

Tuttavia, la polizia si recava sul posto e sorprendeva Caio all’interno dell’auto mentre, con la tenaglia in mano, stava forzando il cilindretto di accensione.

Assunte le vesti del legale di Caio, si rediga parere motivato analizzando la questione sottesa al caso in esame.

SOLUZIONE SOMMARIA

Ai fini di una corretta analisi del caso in esame, occorre valutare se Caio abbia posto in essere un tentativo di furto, pluriaggravato dalla violenza sulle cose, in quanto ha forzato il cilindretto di accensione di un’autovettura con l’intento di impossessarsene.

La presente analisi non può prescindere dalla valutazione della circostanza che l’autovettura era stata, in precedenza, rubata da Tizio.

Dunque, si deve verificare se sia configurabile o meno il reato di furto di un bene già rubato da un terzo.

Ai fini di una corretta risoluzione di tale quesito, appare opportuno analizzare quanto statuito, sul punto, dalla giurisprudenza di legittimità.

In particolare, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale, la cosa rubata e poi abbandonata dal ladro non può essere considerata res derelicta“.

Pertanto, l’appropriazione non può essere lecita a chiunque.

Ne consegue che, per la mancanza della “derelictio la cosa rubata e poi abbandonata dal ladro deve considerarsi nuovamente nel possesso dell’avente diritto.

Dunque, costituisce furto in danno del proprietario l’impossessamento di cose già rubate da altri.

In sostanza, in tema di reati contro il patrimonio, integra il delitto di furto (art. 624 cod. pen.) la sottrazione di beni già rubati dal terzo, in quanto la cosa rubata e successivamente abbandonata dal ladro non costituisce “res derelicta” appropriabile da chiunque.

Difatti, non vi è abbandono senza una volontà in tal senso dell’avente diritto e tale non può essere considerato il ladro.

Alla luce di quanto esposto, si deve concludere che Caio ha posto in essere un tentativo di furto di un’auto, pluriaggravato dalla violenza sulle cose, atteso che il medesimo è stato sorpreso dalla polizia mentre forzava il cilindretto di accensione del veicolo.

Peraltro, a nulla rileva la circostanza che, precedentemente, il veicolo era stato oggetto di furto da parte di Tizio.

Invero, il bene rubato deve, comunque, considerarsi in possesso del proprietario.

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