TRACCIA N.12 (PENALE)

Livello difficoltà    ★★★✩✩

Pedone investito: il passeggero dell’autovettura risponde di omissione di soccorso in concorso con il conducente?

Caio si trovava, in ora notturna, alla guida dell’autovettura di Tizio, trasportato in quell’occasione come passeggero.

L’auto percorreva il centro città del comune di Roma, allorquando investiva il pedone Sempronio, intento ad attraversare.

Quest’ultimo veniva sbalzato a terra a circa 50 metri dal luogo dell’impatto, riportando lesioni gravissime.

Tuttavia, Caio si allontanava dal luogo del sinistro senza fermarsi, sebbene Tizio, privo di cellulare, gli avesse chiesto di soccorrere Sempronio.

Dunque, Tizio, recatosi presso la propria abitazione, contatta il proprio legale di fiducia per essere reso edotto in ordine alle possibili conseguenze penali della propria condotta.

Assunte le vesti dell’avvocato di Tizio, si rediga parere motivato valutando se il proprio assistito possa aver configurato il reato di omissione di soccorso.

SOLUZIONE SOMMARIA

In primo luogo, appare opportuno evidenziare che l’art. 189 C.d.S., ai commi 6 e 7, punisce:

– Chiunque, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi;

– Chiunque non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite.

Ciò posto, ai fini di una corretta risoluzione del caso in esame, occorre verificare se sono configurabili i reati di cui all’articolo 189 C.d.S., commi 6 e 7 a carico di un soggetto diverso dal conducente del veicolo.

Invero, le persone coinvolte in un incidente, non necessariamente sono i conducenti o i pedoni, ma possono essere coloro che vengono trasportati dal conducente, e, quindi, i passeggeri.

Orbene, l’art. 189 C.d.S., in caso di incidente, estende specifiche regole di condotta anche a coloro che, pur coinvolti, non sono né conducenti, né pedoni.

Tuttavia, non è prevista dall’articolo 189 C.d.S. una parificazione fra tutti i soggetti.

Difatti, il comma 2 impone a tutte le persone coinvolte, e quindi anche ai trasportati, l’obbligo di “porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità“.

Per contro, viene imposto agli utenti (e quindi anche al conducente) l’obbligo di fermarsi e di prestare assistenza alle persone ferite ex art. 189 C.d.S. commi 6 e 7.

Ciò comporta che non possa richiedersi al trasportato l’obbligo attivo di imporre all’utente di ottemperare a quanto previsto dai commi 6 e 7 della norma, in ordine all’obbligo di fermarsi e di prestare assistenza, in quanto si tratta di un soggetto che non fa uso attivo della strada, nella condizione di assicurare l’adempimento da parte del conducente.

È fatta salva, tuttavia, l’ipotesi in cui emerga un vero e proprio concorso da parte del trasportato nella commissione dei reati di cui all’articolo 189 C.d.S., consistente nella sollecitazione alla violazione delle norme o nel rafforzamento dell’intento di fuga o di omissione di soccorso, od in qualunque altra condotta volontariamente posta in essere che tenda a quel risultato.

Ma ciò dipende dall’azione posta in essere dal trasportato rispetto agli obblighi gravanti sul conducente, non dagli obblighi di cooperazione, definiti dall’articolo 189 C.d.S., comma 2, che lo riguardano direttamente.

In conclusione, in caso di incidente stradale con feriti, il passeggero non ha l’obbligo di imporre al conducente di un veicolo di fermarsi e prestare l’assistenza occorrente, anche se proprietario della vettura.

Tuttavia, laddove il medesimo abbia incitato il guidatore a fuggire o ad omettere il soccorso, sussisterà un’ipotesi di reato a titolo di concorso, delle fattispecie previste dall’articolo 189, comma 6 (omissione dell’obbligo di fermarsi) e comma 7 (omissione di soccorso) del Codice della Strada.

Orbene, è evidente che, nel caso di specie, manca qualsivoglia riferimento alla sussistenza di una condotta di Tizio di sollecitazione della fuga e dell’omissione di soccorso o di rafforzamento della volontà di fuggire o di omettere di prestare assistenza a Sempronio.

Pertanto, non appaiono configurabili a suo carico i reati di cui all’articolo 189 C.d.S., comma 6 (omissione dell’obbligo di fermarsi) e comma 7 (omissione di soccorso).

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