TRACCIA N.1 (PENALE)

Livello difficoltà    ★★✩✩✩

Omette di comunicare all’I.N.P.S. il decesso del padre e continua a percepire la pensione di quest’ultimo per una sola mensilità.

È sanzionabile penalmente?

Caione percepiva mensilmente una pensione di € 4.500,00.

Tale somma di denaro veniva accreditata presso un conto corrente cointestato tra lo stesso Caione ed il figlio Tizio.

Alla morte di Caione, Tizio non dava immediata comunicazione all’I.N.P.S. del decesso del padre e continuava a percepire per un altro mese la somma erogata dall’ente previdenziale.  

A seguito di accurate indagini, le autorità competenti accertavano la condotta illecita perpetrata da Tizio.  

Il medesimo, tuttavia, dopo essere stato rinviato a giudizio, aveva provveduto a restituire la somma di denaro percepita dall’ente previdenziale ed a risarcire l’I.N.P.S. del danno cagionato.

Tizio si reca, dunque, dal proprio legale di fiducia per essere reso edotto in ordine alle conseguenze penali della sua condotta.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga parere motivato esaminando la questione giuridica sottesa al caso in esame.

SOLUZIONE SOMMARIA

Nel caso in esame, non risulta che Tizio abbia posto in essere artifizi o raggiri, al fine di percepire la pensione erogata dall’I.N.P.S.

Invero, risulta, piuttosto, che il medesimo abbia semplicemente omesso di comunicare all’Ente previdenziale il decesso del genitore.

Dunque, il comportamento omissivo contestato a Tizio non si presta a costituire l’elemento strumentale della truffa in assenza di un “quid pluris” che lo caratterizzi nel senso della fraudolenza, potendo eventualmente integrare la diversa fattispecie di Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316 ter c.p..

Difatti, quello che essenzialmente rileva ai fini della distinzione tra le due fattispecie è l’elemento costituito dalla induzione in errore, assente nel primo di detti reati e presente, invece, nel secondo (Cass. Pen. n. 55525 del 2017; Cass. Pen. n. 48820 del 2013).

Al riguardo, la giurisprudenza di legittimità è ferma nel ritenere che l’ambito di applicabilità dell’articolo 316 ter c.p. abbraccia situazioni residuali rispetto alle contigue fattispecie ex articolo 640 c.p., comma 2 e articolo 640 bis c.p., come quelle del mero silenzio antidoveroso o di una condotta che non induca effettivamente in errore l’autore della disposizione patrimoniale, intercorrendo tra le fattispecie un rapporto di sussidiarietà e non di specialità.

Pertanto, il meno grave delitto di cui all’articolo 316 ter c.p. è configurabile solo quando difettino nella condotta gli estremi della truffa.

Alla luce di quanto esposto, deve, pertanto, ritenersi che integri la fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e non di truffa aggravata, per assenza di un comportamento fraudolento in aggiunta al mero silenzio, la condotta di colui che ometta di comunicare all’istituto erogante il trattamento pensionistico il decesso del congiunto titolare dello stesso, così continuando a percepirlo indebitamente, come nella specie accaduto ( Cass. Pen n. 55525 del 2018).

Nel caso in esame, non risulta che Tizio abbia posto in essere artifizi o raggiri, al fine di ottenere erogazioni pubbliche.

Non è configurabile, pertanto, il reato di truffa aggravata a norma dell’articolo 640-bis cod. pen., bensì il reato di Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato cui all’articolo 316 ter cod. pen.

Ciò posto, occorre rilevare che il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Dunque, Tizio, potrà richiedere l’applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, ai sensi dell’art. 131-bis c.p., atteso che il medesimo ha semplicemente omesso di dare comunicazione all’I.N.P.S. del decesso del genitore, percependo, peraltro, una sola mensilità.

Inoltre, ha restituito, nei mesi successivi, la somma che era stata erogata con la pensione del padre defunto.

In conclusione, si deve rilevare che Tizio con la propria condotta ha configurato il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316 ter cod. pen., atteso che ha solamente omesso di dare comunicazione all’I.N.P.S. del decesso del padre.

Peraltro, il medesimo potrà richiedere l’applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, ai sensi dell’art. 131-bis c.p., in quanto ha percepito solamente una mensilità della pensione del padre defunto, restituendo, peraltro, nei mesi successivi la somma erogata dall’ente previdenziale.

Traccia-n.1-Sentenza-di-riferimento_Corte-di-Cassazione-Sezione-2-penale-Sentenza-13-dicembre-2017-n.-55525 

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